Pasticcio Ocm Miele: l’assessorato replica, ma Aras conferma

A sostegno degli apicoltori siciliani la Regione non ha perso alcuna risorsa, ha anzi ottenuto finanziamenti aggiuntivi, destinando al comparto oltre 2 milioni di euro in quattro anni. Lo chiarisce l’assessorato regionale dell’Agricoltura, in riferimento alla nota diffusa dall’Associazione regionale apicoltori siciliani. La dotazione finanziaria viene stabilita dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste in base al numero di arnie registrate nella banca dati nazionale. Su questa base – si legge nel comunicato – si procede alla pubblicazione del bando e alle successive fasi di valutazioni e approvazione delle richieste.     

In particolare, si legge ancora nella nota assessoriale, i fondi che il ministero ha assegnato alla Regione Siciliana negli ultimi anni per le finalità dell’Ocm Miele, ossia azioni dirette al miglioramento della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura, ammontano a 1.081.000 euro per il biennio 2022/23 (grazie a due finanziamenti consecutivi di 903.000 euro e di 178.000 euro) e a 1.065.750 euro per il biennio 2023/24. Il secondo finanziamento relativo al biennio 2022/23 è stato richiesto dal Dipartimento regionale dell’Agricoltura, poiché quello stanziato in prima battuta dal ministero non era sufficiente a coprire tutte le richieste pervenute. 

A seguito della seconda assegnazione da parte del ministero, fanno sapere dall’Assessorato Agricoltura, tutte le richieste presentate – in totale 140 – sono state finanziate, e con decreto del dirigente generale n.1629 del 20/04/2023 è stata approvata la graduatoria delle domande di aiuto ammesse al finanziamento.

Pronta la contro-replica di Aras. Secondo i vertici di Aras il finanziamento aggiuntivo di quasi 179 mila euro assegnato dal Ministero e che deriva dalle economie realizzate nelle altre regioni che non sono riuscite a spendere il loro plafond, non è una novità: «Ogni anno la Sicilia ha goduto di somme aggiuntive rispetto a quelle previste dal bando e recuperate dalle economie realizzate dalle altre regioni», ricordano Antonino Coco e Giovanni Caronia, rispettivamente presidente e vicepresidente di Aras che poi continuano: «Questo, comunque, non compensa affatto il danno provocato al comparto dell’isola dalla mancata richiesta per l’annualità in corso di oltre 480 mila euro. La Sicilia, comunque, avrebbe potuto ottenere altre risorse in aggiunta alla cifra massima che aveva calcolato il ministero, esattamente come è successo per le altre regioni virtuose che sono riuscite a spendere tutto il loro plafond assegnato in prima battuta e calcolato sulla base del numero degli alveari. Disponendo di una somma maggiore (quasi il 50 per cento in più) eventualmente integrabile da finanziamenti aggiuntivi, nel bando si sarebbero potute aumentare le dotazioni delle singole sotto-azioni del programma e innalzare i tetti di spesa per ciascun richiedente». «In genere – concludono – ci si affanna per ottenere dal Ministero più di quanto certi criteri cervellotici fanno assegnare. Questa volta, che il criterio di ripartizione era chiaro e semplice (il numero degli alveari) e il ministero aveva fatto i calcoli correttamente, la Sicilia ha chiesto una somma inferiore facendo riferimento alla spesa dello scorso anno, tralasciando il fatto che il plafond era stato aumentato».

Ma come stanno in realtà le cose? L’Associazione Regionale Apicoltori Siciliani ha forse preso un abbaglio? Noi di siciliaverdemagazine.it sulla base dei documenti disponibili in rete abbiamo fatto due conti. Risulta così che la Calabria con un patrimonio apistico di 132.290 alveari – di poco inferiore a quello della Sicilia che ne conta 135.615 – per il 2023 ha avuto assegnati 450 mila euro in più (1 milione e 353 mila euro a fronte dei 903 mila della Sicilia). Diversa la situazione di Umbria e Abruzzo che possiedono entrambe circa 47 mila e 500 arnie. Entrambe hanno avuto assegnate somme simili e di poco superiori a 480 mila euro. Ora con le nuove assegnazioni delle somme non spese dalle altre regioni, la Calabria ha ricevuto altri 80 mila euro e l’Umbria altri 17 mila.