Comunicato sull’ Aethina Tumida in Sicilia

Alle apicoltrici, agli apicoltori,

Con la collaborazione dei veterinari coinvolti ho provato a fare il punto della situazione aethina tumida in Sicilia. I dati che di seguito vi riporto sono ufficiali dove non diversamente detto.
Il 3 maggio 2019 D. M. viene bloccato allo sbarco a Villa S. Giovanni e rimandato in Sicilia con un provvedimento di sequestro di 79 arnie da ricollocare a Maniaci (CT).

L’apiario viene dal soggetto illegalmente spostato a Lentini. Di nuovo sequestrato è affidato in custodia a personale del comune. Nei vari controlli non si ritrova Aethina. Nel successivo controllo dell’11 giugno si trovano, aggiunte all’apiario, 13 arnie di provenienza calabrese risultate parte di un furto di 29 arnie. In queste sono stati trovati due esemplari di aethina tumida. Il giorno 23 giugno si è proceduto alla uccisione di tutte le api di tutto l’apiario (91 arnie + 5 vuote) con anidride solforosa e alla distruzione con il fuoco di tutto l’apiario, alla disinfestazione e aratura del terreno.

Sono state smentite le voci affermanti che nel frattempo dalle arnie sia stata sottratta una parte delle api e dei telaini.
Delle 16 arnie mancanti di provenienza calabrese non si sa nulla. Potrebbero anche essere ancora in Calabria.
Peraltro sembra che il M. (con altri) avesse apiari in mezza Sicilia. Tutti i nostri soci sono stati invitati
a collaborare con i veterinari e con la forestale nella ricerca sul territorio siciliano e a fornire qualunque informazione si ritenga utile. E’ confermato che M., dopo una breve latitanza, si è presentato alla stazione dei carabinieri. Ad oggi non sappiamo nulla delle indagini in corso.

L’IZS delle Venezie ha prescritto un raggio di 5 Km (e non 10) all’interno del quale non è consentita alcuna movimentazione. Gli apicoltori interessati sono stati tutti contattati dai veterinari. Al momento, chi non è stato contattato può ritenersi libero di muoversi (ovviamente se ha denunciato gli apiari).

È in preparazione l’ordinanza della regione che chiarirà e regolamenterà areali di blocco e movimentazioni.
La prossima settimana si riunirà la commissione europea per prendere decisioni in merito.
Nelle scorse settimane L’UNAAPI ha incontrato i dirigenti del Ministero della Salute preposti al problema
aethina tumida. Dai colloqui sarebbe emersa la disponibilità del Ministero a rivedere le attuali norme (tra queste la distruzione dell’intero apiario al ritrovamento di un solo esemplare di coleottero) che si sono dimostrate devastanti per l’apicoltura calabrese, totalmente inefficaci nel contenimento dell’aethina, e che
hanno aumentato la sfiducia degli apicoltori verso le istituzioni.
Dissento in parte con quanto postato dal presidente Fai Sicilia, prof. Stampa, che invita a non spostare il materiale apistico fornito alle serre. Ammesso che in questo periodo ci siano ancora api dentro quei cassettini, è semmai un bene che gli apicoltori vadano a controllare quel materiale (sebbene venduto agli agricoltori) e lo ritirino dalla circolazione comunque o lo distruggano sul posto, giusto perché non si sa mai.
È vero che potrebbe essere arrivato clandestinamente materiale infetto dalla Calabria ma ad oggi non c’è
alcuna evidenza di questo. Eviterei, nel momento in cui, il giorno dopo l’11 giugno, tutti muovevano tutto, ognuno scappando da qualche altra parte, di appuntare tutta l’attenzione sui cassettini per le serre. Non vorrei che ricominciasse la campagna di ricerca facile del nemico, come 4 anni fa, che divise il mondo apistico isolano sulla base di asserzioni prive di riscontri scientifici e documentali ma volte a demonizzare un comparto delicato e d economicamente importante come quello della fornitura degli sciami per le serre.
Colgo l’occasione per suggerire a tutti gli attori della filiera api di evitare discussioni inutilmente divisorie
(stanziali contro nomadisti, professionisti contro hobbisti, tutti contro le serre, ecc), concentrandosi piuttosto
1)sulla denuncia di quanti, operando clandestinamente, mettono a rischio la sicurezza di tutto il comparto e
fanno una concorrenza sleale agli apicoltori in regola con le normative;
2)sulla formazione degli apicoltori, soprattutto dei nuovi apicoltori, sull’aethina e dintorni;
3)sul dialogo con le istituzioni per individuare le migliori strategie per ostacolare la diffusione dell’aethina
tumida senza penalizzare il lavoro degli apicoltori.

Non esitate a contattare i nostri tecnici per qualunque ritrovamento sospetto, non esitate a informare i veterinari se sospettate che degli apiari siano abbandonati.
Tutta questa storia potrebbe nelle prossime settimane avere delle gravi ripercussioni sulle aziende che commercializzano sciami e regine soprattutto fuori dalla Sicilia.

Nel sito dell’ARAS faremo una bacheca con i nomi delle aziende siciliane produttrici di regine.

Offriamo, quale (purtroppo piccolo) gesto di solidarietà,
anche alle aziende non iscritte all’ARAS la possibilità di essere inserite in questo spazio sempre gratuitamente. Invito quindi gli apicoltori a preferire, sempre in segno di solidarietà, le aziende siciliane per l’acquisto di regine e famiglie.
In merito alle azioni legali da intraprendere come associazione vi comunico che quando i tempi saranno
maturi attiveremo il percorso più efficace.

Nella speranza di sfangarla anche questa volta buon lavoro a tutti.

Il presidente
Giovanni Caronia

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