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Notizie legate al settore apistico.

DECLINO DELLE API E DEL LORO MIELE: SCOPERTO UN ESTRATTO CHE LE PROTEGGE DA VIRUS DANNOSI

Secondo una nuova ricerca degli scienziati della Washington State University, è stato osservato che un estratto di un fungo, dato come nutriente per le api da miele, riduce notevolmente la possibilità che si ritrovino infettate da virus. Preservare questi insetti è sicuramente un passo importante per la salvaguardia della biodiversità.

Nelle prove sul campo, le colonie alimentate con estratto di micelio da amadou e funghi reishi hanno registrato una riduzione di 79 volte del “virus dell’ala deformata” ed una riduzione di 45.000 volte del virus del lago Sinai.

Nell’ultimo decennio, gli apicoltori hanno assistito ad un disastroso declino della salute delle colonie di api da miele, con una media di oltre il 30% annuo in negativo. Gli acari Varroa e i virus che proliferano svolgono un ruolo importante in queste perdite. Il virus dell’ala deformata, che causa l’avvizzimento delle ali, riduce notevolmente la durata della vita delle api operaie.

La nostra più grande speranza è che questi estratti abbiano un tale impatto sui virus da aiutare gli acari varroa a diventare solo un “fastidio” per le api, piuttosto che causare devastazioni”, ha detto Steve Sheppard, un professore di entomologia della WSU e uno degli autori. “Siamo entusiasti di vedere dove questa ricerca ci conduce. Il tempo stringe per le colonie di api e la sicurezza delle forniture alimentari mondiali dipende dalla nostra capacità di trovare mezzi per migliorare la salute degli impollinatori”.

Prosegue Sheppard:”Uno dei principali modi in cui gli acari varroa feriscono le api è diffondendo e amplificando i virus. Gli acari mettono davvero sotto stress il sistema immunitario delle api, rendendole più suscettibili ai virus che ne accorciano la vita”.

Questo è il primo documento di ricerca frutto di una partnership tra il laboratorio di Sheppard e Fungi Perfecti. Il loro co-proprietario e fondatore Paul Stamets è un coautore del documento.
Stamets è un esperto riguardo i benefici dei funghi, sia per l’uomo che l’intero ecosistema naturale. E si sta godendo questa collaborazione con Sheppard e il suo laboratorio.

Paul in precedenza ha lavorato ad un progetto che mostrava le proprietà antivirali degli estratti miceliali sulle cellule umane“, ha detto Sheppard. “Ha letto dei virus che danneggiano le api e ci ha chiamato per esplorare l’uso degli estratti su di esse e dopo due anni abbiamo dimostrato che quelle proprietà anti-virali si estendono anche alle api”.

Questo è un grande esempio di unione dei punti tra due campi della scienza biologica“, ha detto Stamets. “Sono entusiasta delle nuove scoperte e delle opportunità: per me il meglio della scienza è quando viene utilizzata per soluzioni pratiche: il nostro team è onorato di lavorare con i ricercatori della WSU e non vede l’ora di continuare la collaborazione”.

Sebbene tutte queste novità, al momento l’estratto di micelio non è ancora disponibile per l’acquisto ed utilizzo da parte degli apicoltori. In merito a quest’aspetto, Stamets riferisce: “Stiamo aumentando la produzione degli estratti il ​​più rapidamente possibile, dati gli ostacoli che dobbiamo superare per distribuirlo su vasta scala“, ha aggiunto Stamets.
Sheppard ha detto che lui ed i suoi colleghi hanno in programma di fare più lavoro per perfezionare i loro risultati ora pubblicati. In questo modo gli apicoltori avranno le migliori informazioni quando le forniture saranno più disponibili.

Non siamo sicuri se il micelio stia solo migliorando il sistema immunitario delle api o addirittura combattendo i virus“, ha detto Sheppard. “Stiamo lavorando per capirlo, parallelamente nel testare in gruppi più ampi di colonie, per sviluppare le migliori pratiche e determinare la quantità di estratto da utilizzare e quando avere la migliore efficienza”.

Il virus del lago Sinai è anche associato agli acari varroa ed è diffuso nelle colonie di api negli Stati Uniti. Sebbene il virus non abbia sintomi visibili, è difficile da combattere perché è stato trovato a livelli molto profondi nella gerarchia delle api. È strettamente correlato al virus della paralisi cronica dell’ape e probabilmente rende le api malate e deboli, secondo il professor ricercatore della WSU, Brandon Hopkins.

Le colonie di api trattate in questo esperimento sono state alimentate con un trattamento orale di estratti miceliali in dozzine di piccole colonie di api WSU infestate da acari varroa.

È un trattamento davvero facile da applicare“, ha detto Sheppard. “Dopo aver seguito colonie più grandi per un anno intero, possiamo sviluppare raccomandazioni su come utilizzare gli estratti, quindi ci si aspetta che Fungi Perfecti aumenterà la produzione”.

Al momento non esiste una tempistica per quando l’estratto sarà disponibile su scala abbastanza grande per poter essere usato dagli apicoltori di tutto il mondo.

Giovanni Ferrandes

 FONTE:PHYS

https://tech.everyeye.it/notizie/declino-delle-api-del-loro-miele-scoperto-estratto-che-protegge-virus-dannosi-346385.html

Unaapi, uno sguardo a volo d’ape sull’apicoltura professionale

api-volo-sciame-by-matteo-giusti-agronotizie-jpg.jpgApi in volo
Fonte foto: Matteo Giusti – Agronotizie

Abbiamo intervistato Giuseppe Cefalo, presidente dell’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, per fare una panoramica sul mondo apistico italiano e sui temi caldi, dai neonicotinoidi, alla Carta di San Michele all’Adige, passando per il miele cinese Continua la lettura di Unaapi, uno sguardo a volo d’ape sull’apicoltura professionale

Glifosato: Monsanto accusata di dati falsi nei test di sicurezza

Non si arrestano le polemiche intorno alla questione dell’uso del glifosato. Gli studiosi si dividono fra coloro che sostengono che il famoso erbicida sia causa di molti problemi di salute e coloro che invece sono convinti che non occorra procedere a metterlo al bando.

Nel frattempo negli Stati Uniti sono emersi nuovi indizi nello scontro che vede da una parte la multinazionale Monsanto e dall’altra DeWayne Johnson. Quest’ultima è una giardiniera di 46 anni, malata di linfoma non Hodgkin, che sostiene di aver sviluppato la patologia dopo essere stata a contatto con le sostanze chimiche utilizzate per essere distribuite nei cortili delle scuole.

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Lettera al Mipaaf contro l’import di miele di provenienza cinese

Il Presidente di Unaapi Giuseppe Cefalo ha inviato al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali una lettera di denuncia (in allegato) per  il miele di provenienza cinese importato e commercializzato nel mercato italiano ed europeo.honey dripping 556744918 1200

Il miele di provenienza cinese, infatti, non risponde alla normativa europea perchè spesso la sua produzione riguarda miele immaturo con un alto contenuto d’acqua, che viene poi conferito a “fabbriche del miele” che provvedono a lavorarlo, filtrarlo e deumidificarlo. Da questo processo – che avviene in fabbrica e non nell’alveare, come invece  prevede la norma  – deriva un prodotto senza le varie componenti caratteristiche del miele (Direttiva europea 2011/110/CE, Codex Alimentarius 1981).

Unaapi ritiene che la commercializzazione consapevole di qualsiasi prodotto alimentare, che non soddisfa gli standard previsti dalla norma, sia frode alimentare e chiede al Ministro di attivare tutte le misure necessarie per porre fine a questo grave scandalo.

Effetto pesticidi: le api imparano e ricordano meno

 

Effetto pesticidi: le api imparano e ricordano meno

Secondo un nuovo studio inglese anche gli insetticidi non neonicotinoidi ai minimi dosaggi riducono l’efficienza degli insetti, essenziali per l’impollinazione

di FRANCESCO MEROLA         

I pesticidi utilizzati per le coltivazioni hanno un impatto negativo sulle capacità di apprendimento e di memoria delle api. Un altro tassello che sembrerebbe confermare il pericolo di queste sostanze chimiche, che ha portato l’Unione Europea a vietare tre pesticidi neonicotinoidi lo scorso aprile. Questo perlomeno secondo un nuovo studio condotto dalla Royal Holloway University di Londra e pubblicato sul Journal of Applied Ecology che ha studiato i risultati di un decennio di ricerca agrochimica. L’esito sembra suggerire che l’esposizione ai pesticidi provochi minore efficienza delle attività di foraggiamento.

 LO STUDIO

I ricercatori hanno analizzato i dati di molti studi che testavano l’abilità delle api ad imparare profumi floreali dopo essere state esposte ai pesticidi, un test comunemente usato per misurare la loro capacità di apprendimento e la memoria. E il risultato è che anche ai minimi dosaggi di pesticidi apprendimento e memoria sono peggiorati. Queste sono componenti vitali della ricerca di cibo nelle api, perché l’ape deve ricordare quali tipi di fiori visitare, dove trovarli, ma anche da quali fiori ha preso il nettare e come trovare la via per tornare all’alveare.

L’IMPORTANZA DELLA RICERCA

“I politici hanno bisogno di ricevere informazioni solide e concrete sull’effetto degli insetticidi sugli impollinatori naturali per adottare regolamenti appropriati per la sostenibilità della salute delle api – spiega Harry Siviter, capo ricercatore – gli esiti del nostro studio rivelano che gli insetticidi hanno un significativo impatto negativo sull’abilità di apprendimento e memorizzazione delle api. Questo accade anche a livelli minimi di pesticida, che le api tipicamente incontrano nei campi”.

“Il divieto europeo di alcuni insetticidi neonicotinoidi sarà implementato a dicembre di quest’anno, ma è importante sottolineare che i nostri risultati hanno dimostrato che anche gli insetticidi non-neonicotinoidi hanno un forte impatto negativo sull’apprendimento e la memoria delle api. I nostri risultati evidenziano quindi la costante necessità di riconsiderare gli impatti sub-letali di insetticidi su importanti impollinatori come le api”.

 fonte: www. repubblica.it

“Apicoltura in Sicilia”

Pagine da locandina unict

“ Apicoltura in Sicilia”

Giovedì 17 maggio 2018

Presso il Dipartimento Agricoltura Alimentazione Ambiente – Università degli Studi di Catania

Via Santa Sofia 100 – Catania

Ore 9-11

Risorse aziendali e risorse del territorio per una pratica apistica sostenibile in Sicilia. Illustrazione di caso aziendale.

Relatore : Antonino Coco

Ore 11-13

Apicoltura e impollinazione di colture protette in Sicilia.

Sul metodo scientifico: confronto tra due ricerche intorno al miele di ape siciliana.

Relatore : Giovanni Caronia

“La selezione delle regine, le analisi genetiche; La comparazione fra sottospecie; L’ASPAS; Analisi dei mieli siciliani ”

 GLI ANTIOSSIDANTI NEL MIELE PRODOTTO DALL’ APE SICILIANA: TRA VERITÀ SCIENTIFICA E FANTASIE COMMERCIALI. FACCIAMO IL PUNTO.

L’ Associazione Regionale Apicoltori Siciliani è da tempo impegnata nella verifica scientifica delle affermazioni, più volte amplificate dalla stampa, di straordinarie capacità comportamentali e produttive dell’ape siciliana. Ritenendo queste affermazioni non sufficientemente provate scientificamente ha avviato proprie ricerche in tal senso.

Venerdì 23 marzo, nell’aula magna dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, a partire dalle ore 9 e nel corso della giornata, Continua la lettura di “La selezione delle regine, le analisi genetiche; La comparazione fra sottospecie; L’ASPAS; Analisi dei mieli siciliani ”

aras – associazione regionale apicoltori siciliani