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Apicoltura, il governo regionale dà il via libera allo stato di calamità naturale

Le ondate di caldo estivo, con temperature che hanno sfiorato i 50 gradi, hanno ridotto ai minimi termini la produzione di miele. L’assessore Toni Scilla: “Diamo finalmente risposte concrete a un settore che in Sicilia conta 2 mila imprese e oltre 140 mila alveari”

Il governo regionale ha deliberato lo stato di calamità naturale per il settore dell’apicoltura siciliana, devastato dal consistente calo della produzione di miele causato dalle ondate di calore anomale che hanno caratterizzato la scorsa estate, con temperature che hanno sfiorato i 50 gradi. Continua la lettura di Apicoltura, il governo regionale dà il via libera allo stato di calamità naturale

REPORT MANCATE PRODUZIOni e MANCATO REDDITO 2021.

Il report  elaborato dall’ Osservatorio Nazionale Miele in collaborazione con Ismea  è già stato inviato al Ministero e alle Regioni.
Il documento contiene:
– la stima delle mancate produzioni dei mieli primaverili
– la relazione meteorologica che documenta il rapporto di causa-effetto fra situazione meteo e mancata raccolta
– stima del mancato reddito per alveare.
Buona Lettura
Fonte:https://www.informamiele.it/report-straordinario-mancata-produzione-mieli-primavera-2021.html

9 ottobre 2021

 Al Cre.Zi Plus, ai cantieri culturali di Palermo, si terrà l’incontro organizzato dall’ARAS.
I temi trattati saranno:  

  • La crisi dell’apicoltura siciliana,
  • I laboratori collettivi: la storia di un fallimento e la storia di un successo,
  • Il costo del lavoro dipendente in apicoltura

Sarà possibile assistere all’incontro in presenza, rispettando le norme anti covid: mascherina e green pass, oppure online, sulla piattaforma di videoconferenza Google Meet.

Entrambe le modalità prevedono la prenotazione obbligatoria via mail all’indirizzo aras@apicoltorisiciliani.it entro l’8 ottobre alle ore 13:00

Gli impollinatori al Parlamento Europeo dal 27 al 30 settembre!

Dal 27 al 30 settembre si svolgerà la Settimana europea degli impollinatori, l’evento sarà online per rispettare le restrizioni sanitarie legate alla pandemia di COVID-19.La Settimana europea degli impollinatori è organizzata dai membri del Parlamento europeo sotto la Presidenza di Martin Hojsík e da BeeLife European Beekeeping Coordination, in collaborazione con la Commissione europea, con la Presidenza slovena del Consiglio dell’UE e con l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).Dal 2012, la Settimana europea delle api e dell’impollinazione, la “Settimana delle api”, si tiene ogni anno al Parlamento europeo a Bruxelles. Nel 2021, l’evento è stato ribattezzato “Settimana europea degli impollinatori”: include tutti gli impollinatori per una più ampia cooperazione di tutti gli interlocutori europei. L’evento riunirà tutti i portatori di interesse: istituzioni, organizzazioni non governative, scienziati, apicoltori, agricoltori, imprese e cittadini saranno chiamati a dialogare per promuovere azioni e politiche a tutela e a salvaguardia delle popolazioni di impollinatori selvatici e allevati, nonché per valorizzare gli inestimabili benefici che portano alla società.Il tema di quest’anno “Una nuova era per gli impollinatori” farà il punto sulla situazione attuale e le opportunità future per salvaguardare il ruolo fondamentale degli impollinatori

Vi segnaliamo i seguenti interventi:

– martedì 28 Alessandra Giacomelli di Unaapi;

– mercoledì 29 Eleonora Bassi di Aspromiele;

– giovedì 30 Diego Pagani di Conapi – Consorzio Nazionale Apicoltori. https://unaapi.it/…/gli-impollinatori-al-parlamento…/

Sos dagli apicoltori siciliani: le api uccise da caldo, incendi e pesticidi

Il 2021 verrà ricordato dagli apicoltori siciliani come annus horribilisProduzione di miele praticamente azzerata, migliaia di famiglie di api falcidiate dalle altissime temperature nelle aree del Siracusano e del Catanese. E per finire gli incendi che hanno distrutto interi apiari.

Il quadro dell’apicoltura siciliana rapidamente sintetizzato da Giovanni Caronia, presidente dell’Associazione regionale apicoltori siciliani (Aras) è allarmante. «Nel 2021 gli apicoltori hanno lavorato in perdita – osserva Caronia – e si tratta spesso di operatori che non hanno grandi risorse per fronteggiare emergenze gravi come quelle che si sono presentate quest’anno».

Serve dunque uno strumento speciale per dare un sostegno agli apicoltori che non sanno più a che santo votarsi. Un po’ quello che sono riuscite ad ottenere nella legge di conversione del decreto “Sostegni bis” quindici regioni su venti (Sicilia esclusa insieme a Umbria, Marche, Molise e Abruzzo): cinque milioni di euro – immessi nel “Fondo di solidarietà nazionale” – per fornire un aiuto economico agli imprenditori apistici che hanno subito pesanti danni a seguito delle “brinate, gelate e grandinate eccezionali nei mesi di aprile, maggio e giugno 2021.

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Emergenza Incendi

Avviso Pubblico erogazione contributi alle aziende allevamento zootecnico danneggiate dagli incendi

Criteri e modalità di erogazione dei primi contributi alle aziende di allevamento zootecnico danneggiate dagli incendi dei mesi di giugno, luglio e agosto 2021:

https://www.regione.sicilia.it/sites/default/files/2021-08/MODELLO%20DI%20DOMANDA%20CONTRIBUTI.pdf

https://www.regione.sicilia.it/la-regione-informa/avviso-pubblico-erogazione-contributi-alle-aziende-allevamento-zootecnico-danneggiate-dagli-incendi

SALVIAMO LE API DAI PESTICIDI

Le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici.

Se le api muoiono, a farne le spese sono l’ambiente, il nostro cibo e l’agricoltura. Le api, infatti, non producono solo miele: dalla loro opera di impollinazione dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole.

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Sicilia pronta per la svolta agroecologica, all’Ars approvata la legge

Tutela della biodiversità, del suolo, dell’acqua, della salute dei cittadini e dei preziosi insetti impollinatori. Tutto questo sarà possibile in Sicilia grazie alla progressiva conversione verso un modello rurale “agroecologico”. Adesso sarà più facile grazie agli strumenti messi in campo dalla legge sull’agroecologia approvata ieri all’Ars e che, per prima in Europa, recepisce gli obiettivi congiunti del Farm to Fork e della strategia dell’Ue sulla biodiversità per il 2030. Obiettivi che prevedono, tra gli altri, la riduzione del 50% dell’uso di biocidi e il rischio che rappresentano entro il 2030, la riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi più pericolosi entro il 2030, la tutela e l’incremento della biodiversità naturale ed agricola e il miglioramento ed incremento della rete di zone protette. Con l’entrata in vigore di questa legge si attuerà quella conversione agroecologica necessaria per la salvaguardia delle produzioni locali, del reddito degli agricoltori e della biodiversità agricola e naturale. Verrà anche ridotto l’uso dei prodotti di sintesi quali insetticidi, diserbanti, ecc. molto dannosi non solo per l’ecosistema ma anche per la salute dei cittadini.

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